Biblioteca: altro cemento?

Apprendiamo dalla stampa che la giunta ha partorito ancora un'altra idea per la collocazione della nuova biblioteca, questa volta nell'area ex Cantoni. 

Anzitutto siamo contenti che se ne sia tornati a parlare. Si tratta di un investimento fondamentale per Legnano e che, non lo nascondiamo, avremmo voluto potesse essere realizzato durante la scorsa amministrazione. 

Tuttavia, come nel primo episodio di Ritorno al Futuro, il sindaco Fratus e l'assessora Venturini ci fanno fare un salto nel passato: sì, perché la nuova proposta è la versione riveduta e corretta di un'idea di 10 anni fa, poi scartata.

C'è davvero bisogno di costruire un nuovo edificio per ospitare la biblioteca, consumare altro suolo, cementificare ulteriormente il centro, sacrificare un'area verde come comunicato in questi giorni? Nella nostra città ci sono diverse aree dismesse che hanno bisogno di un'idea ed investimenti per essere recuperate. Perché è stata abbandonata questa strada? Troppo impegnativa? E' sicuramente più facile fare un buco in mezzo a un prato e gettare altro cemento, ma Legnano di cosa ha bisogno? Di una nuova biblioteca, certo, ma, secondo noi, anche di coraggio ed impegno per ridare un'identità a luoghi storici e oggi abbandonati.

E perché non sfruttare questo bisogno della nostra città per cercare di risolverne un altro e portare la vitalità di una biblioteca in qualche zona semi-periferica di Legnano? Pensare che era stato proprio il sindaco Fratus, da assessore all'urbanistica della giunta Vitali, ad inserire nel PGT questa idea, immaginando la nuova biblioteca in una parte degli edifici dell'ex-fonderia Tosi. Un'idea che a noi è sempre piaciuta e che, negli anni in cui abbiamo partecipato all'amministrazione della città, abbiamo cercato di sviluppare. Allora non c'erano a disposizione 4 milioni di euro e Finmeccanica, fino ad oggi, non ha trovato un operatore disponibile a realizzare quel progetto. Ma se oggi il Comune si dicesse disponibile a mettere sul piatto i 4 milioni previsti per la biblioteca (ovviamente a fronte di maggiori spazi comunali all'interno del progetto), non sarebbe forse possibile sbloccare la situazione, tra l'altro in un mercato immobiliare che sembra cercare di ripartire? Si è provato a parlare con Finmeccanica? La biblioteca in via Rossini aiuterebbe ad evitare il rischio che quella zona della nostra città cada in una situazione di degrado e potrebbe forse anche contribuire a dare una nuova prospettiva al fallimentare progetto nell'area ex Pensotti, oggi abbandonato a se stesso.

La nuova biblioteca è un bisogno della nostra città e una grande opportunità. Speriamo non si trasformi nell'ennesima occasione persa perché giocata male.